15 luglio 2008

Più ottimismo per tutti. Una nuova pratica consolatoria


Giorgio Bocca nell'articolo "Che razza di ottimisti" sull'ultimo numero dell'Espresso parla della funzione consolatoria della stampa che nonostante le cose nel mondo non vadano particolarmente bene, attribuisce a notizie "mirabolanti" enorme risalto.
Dopo aver letto l'articolo mi sono venute in mente alcune riflessioni.

Viviamo in un momento storico caratterizzato da ricorrenti periodi di crisi che si legano a tutti gli ambiti della realtà: crisi politiche, crisi finanziarie, crisi energetiche, crisi climatiche, crisi alimentari, crisi occupazionali, crisi sociali, crisi internazionali, crisi sanitarie, crisi pandemiche, crisi terroristiche, crisi giustizialiste, crisi immobiliari, crisi epilettiche, crisi di nervi, crisi, crisi crisi.

Come mai allora siamo tutti così apparentemente tranquilli?

I mezzi di comunicazione di massa che per certi versi ci allarmano di continuo, ci forniscono anche notizie rincuoranti: scoperte scientifiche impensabili, nuovi milionari, progetti coloniali intergalattici e tante altre pseudo-notizie anestetizzanti.
Certo alcune preoccupazioni o patemi restano. Del resto negli ultimi anni si parla sempre di ghiacciai che si sciolgono, inquinamento impazzito, risorse in diminuzione/estinzione, omicidi, rapine, stupri, violenza, violenza, violenza.

Ma come si fa a vivere in questo mondo in perenne auto-disfacimento?
Questa è la domanda che una persona assennata si chiederebbe all'istante.
Forse era anche questa uno delle possibili letture dell'articolo.
Mi resta qualche dubbio. I media non possono avere un così grande potere condizionante, mi dico cercando di convincermi. Poi a un tratto, un lunedì sera, in prima serata su Italia 1 mi si apre un mondo: Lucignolo.
In un solo programma si condensano e vanno in fumo, anni e anni di letteratura socio-antropologica.
L'umanità si è fermata (di fronte) a Lucignolo, anzi l'umanità si plasma a partire da Lucignolo. Personaggi vagheggiati e ammirati dalle generazioni teledipendenti si esibiscono e trasgrediscono stimolando le fantasie più triviali dei tele-masturbatori.

Guardando Lucignolo si inizia a ripensare al mondo in modo diverso.

Se tutte quelle persone sono felici e si divertono così tanto, il mondo non può essere poi così male. Basta solo un po' di sano ottimismo.

Niente paura, Lucignolo ci salverà.


Articoli correlati per categorie



3 commenti:

  1. Ma oggi che giorno è? Non vedo l'ora che sia lunedì...

    RispondiElimina
  2. Lucignolo è un programma immorale e pessimo: le donne ne escono distrutte, ridotte a una tetta, volgari, esibizioniste, poco serie, nude.
    è orribile che un programma del genere sia trasmesso in prima serata, alla portata di qualsiasi adolescente o bambino. oltre alle tette famose - perché non si parla di gossip, ma proprio di tette e culi - ci sono servizi allucinanti sui "giovani di oggi": come se si potesse inquadrare una categoria tanto complessa in tre immagini, due di tette e una di culo. che schifo di programma. intendiamoci, non per la vista dei corpi mezzi nudi, ma proprio per il messaggio che sta dietro quella scelta di immagini e di servizi. vi auguro di non averne mai visto una puntata.

    RispondiElimina
  3. Ricevo l'augurio (non ne ho mai visto una puntata), ringrazio del consiglio (a questo punto non la vedrò mai), ed estendo il concetto con una proposta: buttiamo via il televisore?
    Dài, buttiamo via il televisore, buttiamo via il bollettino del canone Rai, compriamoci un computer con lo schermo grandino per le volte che ci scappa magari di vedere un dvd e usiamo il medesimo computer per seguire l'informazione su canali diversi.
    Anzi, facciamo di meglio: facciamolo in tanti e facciamolo vedere; non so ancora come, ma si accettano proposte. Figuratevi che, per un beau geste così io sarei pure disposta a rinunciare a «Un posto al sole» e a «X-Factor»...!

    Scherzo, ma relativamente: a parte gli indecenti finanziamenti, la TV (con i suoi Fede, Lucignolo, Riotta, informazione ingannevole e intrattenimento rincretinente) campa anche perché noi la guardiamo, e così le aziende pagano la TV per farci vedere e comprare i loro biscotti, assorbenti, automobili, detersivi.
    Buttiamo il televisore e facciamolo sapere. Non compriamo niente che venga pubblicizzato in TV, meglio ancora se non viene pubblicizzato proprio (il problema sarà sapere cosa viene pubblicizzato in TV, dopo che avremo buttato la TV...!).

    Come dite? È solo un sassolino nell'oceano? Siamo pochi e non sposteremo manco un'ondina piccola così?
    Può essere, certo che può essere.
    Sta nella stessa linea di principio della Zolla e dei G.A.S.; dell'andare a fare la spesa con la borsa di tela e rifiutare i sacchetti di plastica gentilmente propinati dai commercianti; dell'usare i piedi o la bici invece di motori ogni volta che si può; del fare la raccolta differenziata pure se vedi che i tuoi vicini non la fanno, e di un sacco di altre cose.
    Buttare via il televisore e farlo sapere sta in quella linea di principio lì, e probabilmente sì, è un sassolino nell'oceano, al massimo ne otterremo una coerenza personale da coccolare tra noi e noi con un po' di amarezza intanto che aspettiamo la catastrofe prossima ventura.

    Però, se ci pensate, rispetto agli altri gesti che elencavo c'è un vantaggio immediato.
    Voglio dire: voi comprate la verdura dalla Zolla ma nel fiume dove bagnate i piedini ci sono lo stesso i pesticidi degli altri; usate la borsa di tela per la spesa ma nel mare dove sguazzate per le mertitate vacanze galleggiano lo stesso i sacchetti di plastica; andate a piedi o in bici e respirate comunque le fetenzie di quelli che vanno a motore; fate la differenziata ma vi costruiscono lo stesso un inceneritore dietro casa.
    Però, pensateci: buttate via il televisore e PUFF!, immediatamente, seduta stante, senza un secondo di incertezza, ecco che non vedete più Fede, Lucignolo, Riotta e compagnia danneggiante! Il vantaggio per la salute c'è, non devi manco aspettare che altri seguano il tuo esempio!

    Poi, certo, se lo seguono è meglio, così forse Fede, Riotta e pure il signor Mulino Bianco con i suoi Abbracci conditi di nanoparticelle vanno tutti in pensione a godersi i miliardi alle Cayman: è un peccato che non gli si possa fare di peggio, lo so, ma almeno smettono di inquinare cervelli.

    RispondiElimina