12 ottobre 2008

Pallottole a Salve. Cosa fare per i poveri?


Susanita è il nuovo presidente di turno del G8. 
stiamo attenti...
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11 ottobre 2008

Lodo Alfano. Referendum per abolirlo.



è cominciata oggi, in moltissime piazze italiane, la raccolta firme per indire un referendum abrogativo contro il "lodo Alfano".


l'Italia dei Valori, guidata da Di Pietro, si è reso portavoce di una mozione popolare per chiedere l'abolizione della legge salva-premier denominata appunto "lodo Alfano", attraverso un referendum.
per cercare un punto di raccolta firme vicino a casa vostra, è possibile consultare la mappa su questo sito: http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/firmaefermali/

una giornata, quella odierna, dedicata alla legalità.
alla manifestazione in corso in piazza Navona a Roma sono intervenuti tra gli altri: Dario Fo, Franca Rame, Peter Gomez, esponenti del Movimento Antimafia “Ammazzateci Tutti”, costituzionalisti e rappresentanti dei Giuristi Democratici, l'orchestra di percussioni Akuna Matata, Andrea Rivera e Simone Cristicchi.


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10 ottobre 2008

Sulla legge salva-ladri. Perché l'opposizione non si era accorta di nulla? Dormono dormono sulla collina...



La truffa istituzional-giuridica nascosta dietro il decreto Alitalia è scoppiata due giorni fa su Repubblica, dietro l'inchiesta condotta da Report sul caso Alitalia.
Nel secondo o terzo punto della legge era stato inserito un articolo il 7bis che modifica la legge Marzano sui salvataggi delle grandi imprese e quella sul diritto fallimentare. In pratica si era creata la scappatoia legale per i grandi patrioti italiani: Geronzi, Tanzi, Cragnotti e tanti altri.
Questa notizia circola già da qualche settimana, avvocati e magistrati ne erano al corrente.

La maggioranza governativa ne era sicuramente al corrente, in questo momento c'è la caccia al mandanti del decreto che senza particolari difficoltà è rintracciabile nel leder maximo e unico padrone dell'apparato governativo, il cavaliere-piazzista Silvio Berlusconi.

Sfortunatamente la leggina salva-amici è stata scoperta e come da copione qualcuno doveva parare la faccia, chi meglio di Giulio Tremonti, paladino e martire degli onesti cittadini, passato già alla storia come l'inventore della finanza creativa e della depenalizzazione del falso in bilancio.

Ma la questione più interessante e allo stesso tempo inquietante è: ma i deputati e senatori dell'opposizione che cosa fanno? dove erano? sanno leggere? sono complici? sono idioti? erano al cinema? in vacanza? all'estero?

Lo "zio di Roma", Walter Veltroni di che cosa si occupa da quando è stato eletto in parlamento?

Dato che Walter ha fatto il sindaco, il giornalista, il critico cinematografico, lo scrittore, il segretario di partito, l'inauguratore, il critico d'arte, l'amico di tutti, l'esperto di politica estera con specializzazione in Storia del kennedysmo e dato che questa lista potrebbe continuare ancora per molto mi chiedo: perché con un pizzico di arroganza, voler fare così tante cose male? Non sarebbe più utile per lui, ma soprattutto per noi, che si dedicasse a una, massimo due cose? Non sarebbe meglio che controllasse le leggi che la maggioranza approva prima di retoricheggiare in televisione i discorsi che gli scrivono?

[Dormono dormono sulla collina, dormono dormono sulla collina].

E tutti gli altri luminari della sinistra, gli intellettuali animati dal motto armiamoci e partite, cosa facevano?

[Dormono dormono sulla collina, dormono dormono sulla collina].

Le leggi proposte dai governo Berlusconi sono vergognose ontologicamente, ma la gravità mista al ridicolo dell'opposizione è indescrivibile.

Ringraziamo i giornalisti meno asserviti che ogni tanto fanno delle vere inchieste e ci ri-parano da truffe con dolo/lodo criminali.

Evidentemente è necessario che ognuno cerchi di difendersi dagli amministratori pubblici pagati con i soldi dei contribuenti per difendere gli interessi generali.

[Non dormite, non dormite nella casettina].

Allo stesso tempo l'unica cosa che mi viene da dire è: mi vergogno un po' per i parlamentari dell'opposizione.

Come è bizzarra la contemporaneità!


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Leonardo Express. Prima classe per l'aeroporto.


questo è il fantastico Leonardo Express. una delle più grandi fregature del trasporto pubblico nazionale.
 
il Leonardo Express ti porta direttamente e senza fermate intermedie dal centro di Roma all'aeroporto di Fiumicino, da stazione Termini ai terminal degli imbarchi. è un treno nuovo, colorato, con i posti a sedere larghi e comodi, e collocati a una giusta distanza. è generalmente pulito, ha l'aria condizionata, il posto sufficiente per i bagagli, e oltre ad essere puntuale è persino garantito in caso di sciopero ferroviario. 
solo che è un treno elitario. di pochi ma comprato con i soldi di tutti, essendo stato acquistato con il contributo della regione Lazio.
il costo del biglietto è di 11 euro a tratta, una cifra spropositata per il reale servizio offerto. perché la pulizia del treno è una condizione che dovrebbe essere normale, così come la puntualità e le condizioni minime di civiltà.
il tragitto dura 30 minuti, e dura tutto questo tempo perché il treno viaggia a una velocità bassa, altrimenti potrebbe impiegarci anche 15 o 20 minuti al massimo. 
il costo del biglietto, secondo Trenitalia, è giustificato dal fatto che il Leonardo Express è un treno esclusivamente di prima classe. inoltre - sempre secondo quanto esprimono sul loro sito - il prezzo viene definito "concorrenziale rispetto ad altre modalità di spostamento": taxi, auto a noleggio, auto private.
ora, queste sono assurdità. la navetta per l'aeroporto deve essere un servizio concorrenziale rispetto alla quantità di persone che può usufruirne. si tratta pur sempre di un treno e per quale motivo debba avere solo carrozze di prima classe, resta un mistero.
per i possessori di abbonamenti di trasporto a zone (quindi comprensivi di treni regionali, metro e autobus), zone che comprendono Fiumicino, non esiste alcuna possibilità di far valere il proprio abbonamento sul Leonardo, né di poter chiedere il pagamento di un supplemento per la prima classe. come dire: l'abbonamento vale fino a Fiumicino, ma non vale su quel treno e non puoi nemmeno chiedere di pagare una quota che consenta di adeguare il tuo abbonamento di seconda classe al lusso della navetta. 
è assurdo. così, sei costretto a pagare 11 euro a tratta.
altrimenti, devi raggiungere la stazione Tiburtina e prendere un regionale che ci impiega un'ora per raggiungere l'aeroporto e si ferma in cento stazioni intermedie. il che, in una città come Roma, significa perdere molto tempo in più per coprire trasferimenti intracittadini dal posto di lavoro o da casa per le varie stazioni di metro o autobus e poi treno. e non sempre le persone hanno il tempo di compiere tutti questi spostamenti. 
se c'è una navetta metropolitana, dunque un buon servizio, perché deve diventare un servizio per ricchi? in altre città europee - Parigi, Madrid, Berlino, Londra per citarne alcune - l'aeroporto è raggiungibile direttamente con la metropolitana pagando un biglietto che costa massimo 3 euro, dato che in genere gli aeroporti sono collocati fuori dal centro e dunque in una zona extraurbana. perché a Roma deve costarne 11? per fare concorrenza alle macchine?!!
siamo un paese classista e in via di sviluppo, forse dovremmo smetterla di pensare di essere sviluppati e superiori perché non lo siamo affatto.
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9 ottobre 2008

Una nuova legge salva-ladri



Riporto un articolo da repubblica che spiega cosa è stato inserito nel pastone Alitalia, slegato dal problema della compagnia e utile solo a personaggi del calibro di Geronzi, Cragnotti e Tanzi per evitare i processi e le condanne.
Del resto il nostro presidente del consiglio è uno specialista del settore. La prossima mossa è quella di far inserire un nuovo insegnamento nelle facoltà di giurisprudenza dal titolo: Istituzioni di diritto all'impunità.
Sarà un corso caratterizzante per la nuova Università del nord a cui stava pensando Berlusconi da qualche tempo, tra i docenti di spicco: Giulio Andreotti, Cesare Previti, Marcello Dell'Utri, Emilio Fede e altre decine di esperti del settore amici-indagati-prescritti-condannati cari al presidente del consiglio.

"Un'altra? Sì, un'altra. E per chi stavolta? Ma per Cesare Geronzi, il presidente di Mediobanca negli impicci giudiziari per via dei crac Parmalat e Cirio. La fabbrica permanente delle leggi ad personam, col marchio di fedeltà del governo Berlusconi, ne produce un'altra, infilata nelle pieghe della legge di conversione del decreto Alitalia. Non se ne accorge nessuno, dell'opposizione s'intende, quando il 2 ottobre passa al Senato. Eppure, come già si scrivono i magistrati nelle maling list, si tratta d'una "bomba atomica" destinata a far saltare per aria a ripetizione non solo i vecchi processi per bancarotta fraudolenta, ma a bloccare quelli futuri.

Con un semplice, e in vero anche mal scritto, articolo 7bis che modifica la legge Marzano sui salvataggi delle grandi imprese e quella sul diritto fallimentare del 1942. L'emendamento dice che per essere perseguiti penalmente per una mala gestione aziendale è necessario che l'impresa si trovi in stato di fallimento.

Se invece è guidata da un commissario, e magari va anche bene come nel caso della Parmalat, nessun pubblico ministero potrà mettere sotto processo chi ha determinato la crisi. Se finora lo stato d'insolvenza era equiparato all'amministrazione controllata e al fallimento, in futuro, se la legge dovesse passare com'è uscita dal Senato, non sarà più così. I cattivi manager, contro cui tutti tuonano, verranno salvati se l'impresa non sarà definitivamente fallita.

Addio ai processi Parmalat e Cirio. In salvo Tanzi e Cragnotti. Salvacondotto per l'ex presidente di Capitalia Geronzi. Colpo di spugna anche per scandali di minore portata come quello di Giacomelli, della Eldo, di Postalmarket. Tutto grazie ad Alitalia e al decreto del 28 agosto fatto apposta per evitarne il fallimento. Firmato da Berlusconi, Tremonti, Scajola, Sacconi, Matteoli. Emendato dai due relatori al Senato, entrambi Pdl, Cicolani e Paravia. Pronto per essere discusso e approvato martedì prossimo dalla Camera senza che l'opposizione batta un colpo.


Ma ecco che una giornalista se ne accorge. È Milena Gabanelli, l'autrice di Report, la trasmissione d'inchieste in onda la domenica sera su Rai3. Lavora su Alitalia, ricostruisce dieci mesi di trattative, intervista con Giovanna Boursier il commissario Augusto Fantozzi, gli chiede se è riuscito a garantirsi "una manleva", un salvacondotto per eventuali inchieste giudiziarie. Lui risponde sicuro: "No, io non ho nessuna manleva".

Ma quel 7bis dimostra il contrario. Report ascolta magistrati autorevoli, specializzati in inchieste economiche. Come Giuseppe Cascini, segretario dell'Anm e pm romano dei casi Ricucci, Coppola, Bnl. Il suo giudizio è senza scampo. Eccolo: "Se la norma verrà approvata non saranno più perseguibili i reati di bancarotta commessi da tutti i precedenti amministratori di Alitalia, ma neppure quelli compiuti da altri manager di società per cui c'è stata la dichiarazione d'insolvenza non seguita dal fallimento".

Cascini cita i casi: "Per i crac Cirio e Parmalat c'è stata la dichiarazione d'insolvenza, ma senza il fallimento. Il risultato è l'abrogazione dei reati fallimentari commessi da Tanzi, Cragnotti, dai correi". Non basta. "Subito dovrà essere pronunciata sentenza di assoluzione perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato per tutti gli imputati, inclusi i rappresentanti delle banche".

Siamo arrivati a Geronzi. Chiede la Gabanelli a Cascini: "Ma la norma vale anche per lui?". Lapidaria la risposta: "Ovviamente sì". Le toghe s'allarmano, i timori serpeggiano nelle mailing-list. Come in quella dei civilisti, Civil-net, dove Pasquale Liccardo scrive: "Ho letto la nuova Marzano. Aspetto notizie sulla nuova condizione di punibilità che inciderà non solo sui processi futuri ma anche su quelli in corso". Nessun dubbio sulla portata generale della norma. Per certo non riguarderà la sola Alitalia, ma tutte le imprese.

Vediamolo questo 7bis, così titolato: "Applicabilità delle disposizioni penali della legge fallimentare". Stabilisce: "Le dichiarazioni dello stato di insolvenza sono equiparate alla dichiarazione di fallimento solo nell'ipotesi in cui intervenga una conversione dell'amministrazione straordinaria in fallimento, in corso o al termine della procedura, ovvero nell'ipotesi di accertata falsità dei documenti posti a base dell'ammissione alla procedura".

La scrittura è cattiva, ma l'obiettivo chiaro: finora i manager delle grandi imprese finivano sotto processo per bancarotta a partire dalla sola dichiarazione d'insolvenza. Invece, se il 7bis passa, l'azione penale resterà sospesa fino a un futuro, e del tutto incerto, fallimento definitivo. Commentano le toghe: "Una moratoria sine die, un nuovo colpo di spugna, una mano di biacca sulle responsabilità dei grandi manager le cui imprese sono state salvate solo grazie alla mano pubblica". Con un assurdo plateale, come per Parmalat. S'interromperà solo perché il commissario Bondi evita il fallimento.

Ma che la salva Geronzi sia costituzionale è tutto da vedere. Gli esperti già vedono violati il principio d'uguaglianza e quello di ragionevolezza. Il primo perché la norma determina un'evidente disparità di trattamento tra i poveri Cristi che non accedono alla Marzano, falliscono, e finiscono sotto processo, e i grandi amministratori. Il secondo perché l'esercizio dell'azione penale dipende solo dalla capacità del commissario di gestire l'azienda in crisi. Se la salva, salva pure l'ex amministratore; se fallisce, parte il processo. Vedremo se Berlusconi andrà avanti sfidando ancora la Consulta."

Tremonti dice di volersi dimettere se non verrà eliminato il decreto salva-ladri. 
Staremo a vedere. 


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8 ottobre 2008

Deposito bancario o libretto postale?



Tutti i mezzi di comunicazione non fanno altro che parlare di crisi finanziaria.
Il vaticano è dal 2007 che disinveste e compra oro. Nella stanza dei bottoni tutti erano più o meno a conoscenza delle enormi bolle speculative che soggiacevano alcuni prodotti finanziari, il mercato immobiliare e i mutui a tasso variabile. Perché solo ora e con grande retorica allarmistica ci mettono al corrente del disastro verso il quale corriamo senza apparente via di fuga?

Quello che risulta sconcertante è che nell'era dell'informazione diretta, alcune notizie vitali non passano, mentre tutto il resto dalla violenza al gossip infesta la comunicazione in maniera costante.

Perché le banche non avvisavano i clienti sulla pericolosità di alcuni investimenti tipo Parmalat, Cirio, Enron e così via? Perché la finanza specula e fa speculare sull'accumulo di debito? Perché le banche hanno consigliato i mutui a tasso variabile? Perché i prezzi delle case sono schizzati senza alcun motivo alle stelle?
Perché sul sito di Patti Chiari, nata per difendere i risparmiatori e controllata dall'Abi, fino al giorno prima del crack della Lemhan le azioni della compagnia erano ritenute sicure?

Nessunarisposta è mai stata data in tempo utile per i clienti, risparmiatori, cittadini, esseri umani.
Vengono sempre e solo fomentate le paure e la disinformazione del consumatore.
In questo momento la classe politica cerca di tranquillizzare i risparmiatori, ma è stato indetto un Cdm straordinario per questa crisi.
Come a dire che l'operazione è riuscita ma il paziente è morto per complicazioni.

Una piccola notizia che potrà essere utile a quelli che non sanno se scegliere un deposito bancario o un deposito postale.

Le banche hanno stipulato un accordo interbancario a tutela dei depositi ha un fondo di garanzia per 103.000 euro. Questo significa che in caso di fallimento di una banca, esiste un fondo garantito dalle altre banche che copre in Italia i nostri depositi fino a 103.000 euro, il 20% viene rimborsato subito e il resto a conclusione di tutto l'iter fallimentare. Questo può significare mesi, ma anche anni.

Per quanto riguarda la Posta: i depositi postali, conto bancoposta, libretto postale e tutto il resto non sono coperti da un fondo di garanzia. Questo significa che non esiste al momento una tutela concreta sui soldi che teniamo in posta. Bisogna dire che la posta è ancora garantita dallo Stato, anche se la situazione societaria non è molto chiara.

A prima vista sembrerebbe più sicuro un conto bancario, naturalmente bisogna capire quanto è esposta la banca a cui affidiamo i nostri risparmi.
Forse Unicredit non è la banca più sicura in questo momento. Magari puntare su banche meno esposte sul piano internazionale, magari la Banca Etica, potrebbe fornirci qualche garanzia in più.

Alcuni suggerimenti:

non indebitarsi;

monitorare e reperire informazioni sulla nostra banca;

investire qualcosa in oro e tenere una liquidità a portata di mano non è da sottovalutare;

non farsi prendere dal panico e considerare l'ipotesi di una crisi programmata.

Tutti quelli che vogliono fornire ulteriori informazioni o hanno precisazioni da fare in merito al post sono i benvenuti.


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7 ottobre 2008

Anna Politkovskaya. 1958 - 2006

due anni fa veniva uccisa Anna Stepanovna Politkovskaja.
assassinata nell'ascensore del suo palazzo, mentre rincasava.


una voce del giornalismo messa a tacere per sempre, una voce libera, una donna grandissima.
celebre il suo impegno per i diritti umani, le sue inchieste sulla guerra in Cecenia, i suoi reportage scomodi per il Cremlino e la sua opposizione al "regime mascherato" di Putin.
le hanno sparato 4 colpi, di cui uno in testa.
la mattina successiva al suo omicidio, la polizia russa ha sequestrato il computer della Politkovskaja e tutto il materiale in esso contenuto.
ai suoi funerali partecipano quasi mille persone, colleghi giornalisti e gente comune. nessun rappresentante dello stato.




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La fede ci salverà? Allora come mai il vaticano investe in oro?



CITTÀ DEL VATICANO - «Vediamo adesso nel crollo delle grandi banche
che i soldi scompaiono, sono niente, e tutte queste cose che sembrano
vere in realtà sono di secondo ordine». Lo ricordi chi «costruisce
solo sulle cose sono visibili, come il successo, la carriera, i
soldi». Lo ha detto il Papa, parlando a braccio, in apertura dei
lavori del sinodo dei vescovi sulla Bibbia. «Solo la parola di Dio -
ha detto - è una realtà solida».
Ma la crisi finanziaria non preoccupa un po' anche la Santa sede?

Il Vaticano puo' permettersi in questi tempi di
guardare con serenita' e distacco alla crisi dei mutui e alla tempesta
finanziaria che stanno scuotendo il resto del mondo: gia' nel 2007, e
su consiglio di abili consulenti finanziari, aveva trasformato i suoi
investimenti azionari in oro, obbligazioni e contanti. Il giornale
cattolico britannico ''Tablet'' ha fatto esaminare ad analisti
economici i dati contenuti nel rapporto annuale sulla gestione
economica del Vaticano relativa allo scorso anno, preparato dalla
Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede e reso pubblico
gia' nel luglio 2008. Non si tratta di cifre nuove, ma dalla lettura
degli esperti emerge ora che la Santa Sede, sapientemente consigliata,
aveva fiutato in anticipo i pericoli del mercato e convertito i propri
investimenti, come un "re Mida". La Santa Sede possiede attualmente
una tonnellata di oro che puo' valere circa 19 milioni di euro.

Fonte: Petrus - Il quotidiano on-line sul Pontificato di Benedetto XVI


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6 ottobre 2008

Dal Molin. Referendum sull'ampliamento della base militare americana



Fonte: il blog di Beppe Grillo

Il referendum sulla nuova base americana a Vicenza nell’area Dal Molin, indetto dal sindaco Variati per il 5 Ottobre e approvato dal Tar del Veneto è stato bocciato dal Consiglio di Stato. La motivazione addotta contro il referendum sostiene che non occorrono sondaggi per accertare il fatto che i cittadini sono favorevoli ad aumentare il patrimonio del Comune in cui vivono. Sarebbe come chiedere loro se sono favorevoli ad aumentare il loro patrimonio personale. "E’ un auspicio irrealizzabile”.
Meglio usare l’area Dal Molin per realizzare la più grande base militare americana in Europa. Se ci sarà una guerra contro gli Stati Uniti il primo fronte sarà quello vicentino.
La risposta del Consiglio di Stato è insieme ingenua e illuminante. Ingenua quando nega ai cittadini il diritto di aumentare il patrimonio del Comune. Ingenua quando separa il patrimonio comunale da quello personale dei cittadini. Illuminante nel negare la libertà di espressione perché sa che la maggioranza dei vicentini NON vuole basi militari di una potenza straniera. Illuminante nel perseguire la politica della dittatura che ci strangola, un po’ alla volta, come un pitone.
Non possiamo scegliere i nostri rappresentanti in Parlamento, tra i quali ci sono, è bene ripeterlo, 18 condannati in via definitiva. Non potremo in futuro neppure sceglierli in Europa. Le 350.000 firme per la legge popolare per un Parlamento Pulito sono state ignorate dalla politica insieme a quelle per un referendum per una libera informazione. Le firme per una nuova legge elettorale sono servite solo a pulirsi il culo. Morfeo Napolitano ha indetto le elezioni politiche con la legge porcata invece di dare la parola agli italiani.

Ora, con Vicenza, andiamo oltre. Si toglie al cittadino il diritto di parola dopo il diritto alla rappresentanza. Non può neppure dire un si o un no. Il tutto nel silenzio del Parlamento. Topo Gigio Veltroni, D’Alema e Fassino hanno lasciato solo Variati, del loro stesso partito, che ha deciso di tenere comunque il referendum domenica prossima davanti alle scuole. Il commissario di Governo Paolo Costa, nominato da Prodi ha detto, ineffabile: “Il referendum è una consultazione inutile. Gli americani verranno solo a riposarsi”. La Lega di “Padroni a casa nostra” ama i 90 ordigni nucleari americani di Ghedi Torre e di Aviano e vuole 1,100,1000 bombardieri a stelle e strisce in Padania. La vice presidente dei deputati della Lega, Manuela Dal Lago, ha dichiarato: “La consultazione è inutile avendo per oggetto un “auspicio irrealizzabile”. Galan, presidente della Regione occupata dagli americani, ha sottolineato: “Il Veneto del no è un Veneto minoritario, perdente e sfortunato”.
E’ da vedere caro Galan, è da vedere chi è minoritario e sfortunato.
Bush è in uscita e lo psiconano non dura per sempre.
Il 5 ottobre io sarò a Vicenza e con il blog lancio un referendum on line per Dal Molin.

Votate e diffondete il referendum per Dal Molin sui vostri blog per un “auspicio realizzabile”.



Referendum del blog www.beppegrillo.it
sulla nuova base militare DAL MOLIN a Vicenza




È lei favorevole alla adozione da parte del Consiglio comunale di Vicenza, nella sua funzione di organo di indirizzo politico amministrativo, di una deliberazione per l'avvio del procedimento di acquisizione al patrimonio comunale, previa sdemanializzazione, dell'area aeroportuale "Dal Molin" - ove è prevista la realizzazione di una base militare statunitense - da destinare ad usi di interesse collettivo salvaguardando l'integrità ambientale del sito?





Chi vota SI non vuole la nuova base militare DAL MOLIN a Vicenza.
Chi vota NO vuole la nuova base militare DAL MOLIN a Vicenza.



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Passaparola dal Fronte

passaparola


Un modo per amplificare un po' la diffusione di informazione.

Sempre attenti e pronti a difendersi, anche dagli amici.

Passo. Segue...

I privilegi dei parlamentari italiani. Almeno alcuni di quelli noti...



Riporto una lista di alcuni dei privilegi che hanno i nostri parlamentari, mantenuti al di là di qualsiasi crisi finanziaria e naturalemnte addebitati sempre sul conto Paga Stato = cittadini = tutti noi.
Anche quelli che non pagano le tasse, indirettamente risentono delle speculazioni economiche auto-legiferate dai nostri politici eletti democraticamente dai cittadini=datori di lavoro.



Una chicca che forse molti non sanno.
Nel parlamento italiano lavorano alcuni barbieri che si occupano dell'immagine dei nostri uomini politici. Purtroppo questa situazione da qulache tempo è diventata inaccettabile per quelle poche donne elette, sprovviste dell'accanciatore di Stato. Così per riequilibrare lo sgarro maschilista hanno ottenuto una indennità (soldi) per potersi acconciare le belle chiome.

Un passo per volta.
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Crisi finanziaria. Europa e banche a rischio. Le voci dalla rete



I quotidiani di oggi aprono con dei titoli che destano preoccupazione e scoramento. I titoli bancari crollano, i mutui precipitano in una crisi senza precedenti e nello scenario di un'economia globale nessuno può sentirsi completamente al riparo da eventuali ripercussioni.

Il problema finanziario odierno è estremamente complesso e nuovo, un mercato globale non esisteva nel 1929, una finanza mondiale, una situazione di indebitamento tale non ha precedenti. Quindi si riduce la possibilità di prevedere quali pieghe prenderà la situazione.

Senza voler essere catastrofici ma nemmeno superficiali si possono fare alcune constatazioni.

In assenza di fatti catastrofici, guerre o carestie, è quantomeno bizzarro ritrovarsi con interi settori finanziari e dunque interi Stati e intere economie strozzate dai debiti accumulati durante gli ultimi trent'anni in maniera esponenziale.

Dopo Bretton Woods (1944) è cambiata l'idea dell'economia, si è passati da una organizzazione sociale fondata sul risparmio a un'economia legata indissolubilmente al debito. Ma perché gli Stati si indebitano?

Rispondere a questa domanda non è assolutamente semplice. Forse è più utile farsi un'altra domanda, più circoscrivibile nella risposta: chi ci guadagna dall'indebitamento globale e dalle crisi finanziarie?

Le banche e i loro proprietari. Sempre e comunque.
Richard Fuld, il padre della Lehman (quarta banca d’affari statunitense) esce da questo crack in piedi: “dal 1993 fino al 2007 ha conseguito tra stipendi, bonus, stock options la meravigliosa cifra di 466 milioni di dollari”.
Cifra questa di tutto rispetto, ma non completa, perché bisogna sommare la buona uscita di 22 milioni di dollari, maturata prima del fallimento bancario.

Stanley O’Neal, ex numero uno di Merrill Lynch lascia il suo prestigioso ufficio con una pensione da 161 milioni di dollari, e questo dopo aver creato una voragine da 40 miliardi di dollari.

Il mega boss della Citigroup, Chuck Prince, si è intascato invece 68 milioni di dollari, e l’ex presidente di Bear Stearns, Jimmy Cayne soli 60 milioni di dollari.

Come è possibile che dirigenti così incapaci ottengano tanto?

Molti parlano di crisi economiche programmate. Perché?

In pratica i grossi gruppi economico-finanziari, i due più grandi al mondo sono il ramo statunitense dei Rockefeller e quello europeo dei Rothschild, spolpano determinati Branch di mercato (settori) fino a quando risultano vantaggiosi. Dopo aver concluso ogni forma di speculazione si passa ad altro e si lasciano tranquillamente fallire le aziende dedicate, vedi Lehman.

A questo punto risulta funzionale una crisi, direi indispensabile, dal momento che i debiti accumulati vengono sanati dagli Stati nazionali, quindi dai cittadini, vedi Stati Uniti, prestiti ponte e smantellamento dello stato sociale.
Quindi i debiti generati dalla speculazione finanziaria (economia irreale) per evitare un crollo strutturale e definitivo del sistema (controllato) fanno intervenire gli Stati che fanno ricadere il peso degli enormi profitti privati sulla collettività e sui servizi erogati.

Non mi meraviglierei se nei prossimi mesi saltassero altre banche, fondi di investimento, assicurazioni e società mutualistiche. Per questo è indispensabile tenere sotto controllo la nostra situazione finanziaria ed evitare assolutamente di indebitarsi.

Riporto alcune voci dalla rete, quindi vanno prese con estrema cautela, secondo le quali Unicredit sarebbe già sull'orlo del fallimento e per quanto riguarda gli amici statunitensi la prossima grossa società a rischio è la AIG, American Internationale Group, la più grande società di assicurazioni del mondo.
La prossima bolla finanziaria che è ormai pronta riguarda le società che gestiscono le carte di credito, i debiti degli americani sulle carte di credito sono sul punto di esplodere: saranno il prossimo uragano a colpire il già fragile settore finanziario Usa. Quest'anno le insolvenze sono doppie rispetto al 2007.

Vi consiglio di guardare questo video: I vandali della finanza (Durata 33'29").
http://www.rtsi.ch/trasm/micromacro/welcome.cfm?idg=0&ids=0&idc=34370

Vogliono i vostri risparmi e poi la vostra vita!


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5 ottobre 2008

Pallottole a Salve. Chaplin sul ring



Ognuno combatte come può.

Buon divertimento! Segue...

2 ottobre 2008

Crisi finanziaria, prodotti finanziari, banche e risparmi. Alcuni suggerimenti per i non esperti



Le dinamiche economiche degli ultimi mesi pongono una serie di dubbi e paure. Il fallimento di colossi finanziari, la speculazione forsennata a discapito dei piccoli azionisti o dei risparmiatori preoccupano e non poco. Ecco alcuni semplici consigli e delle informazioni che possono essere utili per evitare sorprese future.

Prima di tutto sarebbe meglio evitare:

· azioni se non si è più che addentro ai meccanismi di borsa, tanto meno fare i cassettisti (cioè tenere Enel, Telecom ecc. nel cassetto perché si potrebbero avere brutte sorprese);

· obbligazioni strutturate di tutti i generi (index a capitale garantito ecc.);

· obbligazioni corporate, ovvero di società private;

· obbligazioni di stati che non siano del G8;

· obbligazioni in valuta estera.

Questo vale sia per gli investimenti fatti in prima persona che per quelli fatti attraverso fondi e Sicav, è inoltre fondamentale verificate la composizione del patrimonio dei vostri fondi e se hanno anche solo una piccola percentuale di quanto sconsigliato precedentemente.

Alcuni suggerimenti per investire con un margine di rischio inferiore:

· è consigliabile investire in Pronti Contro Termine e accertarsi che i titoli che la banca vi cede siano titoli di stato;

· i titoli di stato italiani non sono da scartare, ma di durata annuale;

· i conti correnti di risparmio (conto arancio ad es.) vanno bene, meglio se di una banca di medie dimensioni;

· una parte dei risparmi non sarebbe male metterli anche in oro;

· l'investimento in oro fisico è da prediligere comprando monete d’oro o lingotti da tenere in cassaforte o nella cassetta di sicurezza della banca. Si può comprare ai banchi metalli (basta fare una ricerca su internet e un esempio è questo www.italpreziosi.it);

· può essere utile fra un anno o due avere anche una disponibilità liquida in casa.

Esposizione Bancaria.

Dato che delle banche per il momento non possiamo farne a meno, è utile sapere quelle che in questo momento di crisi finanziaria sono più esposte a ripercussioni derivate dal collasso della finanza statunitense.

Non è ipotizzabile nel breve periodo un fallimento di nessuna banca italiana e anche se alcune dovessero fallire, sarebbero inglobate in altri istituti (in passato è avvenuto per Banco Ambrosiano, Banco di Napoli, Banco di Sicilia, Credieuronord, Antonveneta).

Comunque è utile sapere quelle che oggi risultano essere le banche più esposte:
Unicredit e Mediolanum.

Naturalmente in questo momento è assolutamente sconsigliato indebitarsi.

Tutti quelli che vorranno fornire ulteriori informazioni al riguardo sono i benvenuti.


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The Beatles - Sergent Pepper's lonely hearts club band (1967)



A cura di Giordi

Ormai al culmine del loro successo i quattro ragazzi di Liverpool si ripropongono al pubblico con un disco "in studio dal vivo". Da appena due anni il gruppo aveva espressamente dichiarato la volontà di non esibirsi mai più in concerto e così fu, fino a quella famosa apparizione su un tetto di Londra, nel 1970, quando consapevoli delle loro scelte personali decisero di sciogliersi. Nel frattempo però, con Sgt. Pepper, ci regalano un’apparizione virtuale; stabiliscono che per una volta sarebbe curioso crearsi un alter ego (la banda dei cuori solitari del Sergente Pepper) ed esibirsi dal vivo “ma in studio”.

Il disco infatti inizia con la folla che rumoreggia in attesa dell’inizio dello spettacolo; poco dopo la banda dei cuori solitari si presenta con il primo pezzo: "siamo qui per regalarvi un sorriso, speriamo che il nostro numero vi piaccia, siete un pubblico molto caro [...] vi stiamo per presentare il vero e unico Billy Shears" (Ringo Starr). Così inizia il secondo brano, proprio interpretato da Ringo Starr: scusate non sono molto bravo a cantare ma posso farcela “with a little help from my friends”.

Il terzo brano è sicuramente uno dei più discussi dell’intera discografia beatlesiana, appare come un’esatta trasposizione in parole di un viaggio fatto attraverso l’uso di LSD (Lucy in the Sky with Diamonds), ed è noto che i Beatles in quel periodo ne facessero uso. Consiglio di andarsi a cercare la traduzione. Le tracce su cui mi soffermerei con particolare attenzione sono la 7a e la 13a. Being for the Benefit of Mr. Kite!”; è la presentazione di uno spettacolo da circo tenuto da Mr. Kite, si fanno acrobazie con effetti sonori. I suoni usati ci permettono di immaginare perfettamente quello che sta accadendo in pista; da qui è possibile apprezzare fino in fondo il genio creativo di questi ragazzi che, dopo questo disco, hanno fatto passare la voglia a molti di continuare a far musica. Nel 1967, c’era finalmente qualcuno in grado di varcare le barriere della canzonetta pop. Particolarissima in questo brano la voce di Lennon, che si contrappone a quella usata dallo stesso nella traccia numero 13.

Considerata il capolavoro di Lennon e McCartney, A day in the life, conclude l’album. La struttura è molto particolare; inizia con il piano e la voce di Lennon che definirei a dir poco emozionante, la versatilità delle sue capacità canore restano personalmente una delle cose più affascinanti che io abbia mai conosciuto in musica. Dolce, emozionante e penetrante si conclude così la prima parte del brano, la seconda parte è costituita da una scala crescente di archi contenuta in 24 battute, si ha la sensazione che il crescere delle note non abbia mai fine. E invece dopo 24 battute esatte il suono della sveglia fa da valico tra la folle scala di archi e la terza parte, quella cantata da McCartney. Sembra di essersi svegliati all’improvviso da un sonno o da un’ ipnosi; dopo il driiiin della sveglia Paul cita queste parole: “mi sono svegliato, mi sono buttato giù dal letto”. Poi ricomincia la strofa cantata da Lennon.

Il pezzo sembra concludersi con un imponente accordo di piano forte che si trascina per circa un minuto fino al suo scomparire. In realtà sta per accadere qualcosa di inaspettato e mai sperimentato prima; un po’ di silenzio e poi ecco il susseguirsi di una breve frase, costituita da un insieme di suoni legati tra loro, che si protrae all’infinito, fino a quando non si decide di sollevare la puntina dal disco (ovviamente col vinile).

Disco ricco di creatività e di invenzioni, Sergent pepper resta una pietra miliare della musica pop e non solo. Sono pochi gli artisti che dal 1967 ad oggi non abbiano fatto almeno una cover di brani contenuti in questo capolavoro. Ancora oggi apprezzato da musicisti e compositori di qualsiasi genere musicale; tant’è che Sgt. Pepper è stato riproposto in versione classica e addirittura in versione jazz.
Un disco di spessore elevatissimo, raro nel genere pop, che mette di buon umore in qualsiasi momento lo si ascolti.

Non si può farne a meno.



TRACKLIST

1 Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band
2 With a Little Help from My Friends
3 Lucy in the Sky With Diamonds
4 Getting Better
5 Fixing a Hole
6 She's Leaving Home
7 Being for the Benefit of Mr. Kite
8 Within You, Without You
9 When I'm Sixty-Four
10 Lovely Rita
11 Good Morning, Good Morning
12 Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band (Reprise)
13 A Day in the Life


Segue...