23 aprile 2009

Tutti i numeri del Cancro S.p.a.



Da www.disinformazione.it
Dal libro “CANCRO SPA: leggere attentamente le avvertenze prima dell’uso” di Marcello Pamio

Domanda molto importante, perché è giusto sapere cosa farebbero i medici oncologi - quelli che usano ogni giorno i chemioterapici su altre persone - se avessero loro un tumore.
Nel marzo del 2005 al Senato australiano è stata presentata una “Inchiesta sui servizi e sulle opzioni di trattamento di persone con cancro”, prodotta dal Cancer Information & Support Society, del St. Leonards di Sydney(1).
Secondo tale inchiesta, alcuni scienziati del McGill Cancer Center di Montreal in Canada, inviarono a 118 medici, esperti di cancro ai polmoni, un questionario per determinare quale grado di fiducia nutrissero nelle terapie da loro applicate, nel caso essi stessi avessero sviluppato la malattia.
Risposero 79 medici e 64 di loro non avrebbero acconsentito a sottoporsi ad un trattamento che contenesse Cisplatino (un chemioterapico molto utilizzato a base di platino). Mentre 58 dei 79 reputavano che tutte le terapie sperimentali in questione fossero inaccettabili a causa dell'inefficacia e dell'elevato grado di tossicità (2)!
Un risultato eclatante: l’81% degli oncologi intervistati, in caso di tumore, non si farebbero somministrare un chemioterapico, mentre il 73% di loro reputano addirittura le “terapie sperimentali inaccettabili per l’elevato grado di tossicità”.
Anche se il numero di oncologi intervistati non è molto elevato, ognuno tragga le proprie conclusioni…

Costi dei trattamenti oncologici

Considerando i due principali strumenti terapeutici nelle mani degli oncologi (chemio e radio), vediamo il costo di un tumore oggi in Italia.
Attualmente sappiamo esserci in Italia 1,7 milioni di ammalati[3] e oltre 270.000 nuovi malati ogni anno (in America ogni anno i nuovi malati di cancro sono 1.372.910 (4).
La conclusione, senza entrare troppo nel dettaglio, è la seguente: il tumore in Italia (solamente tra chemio e radio, escludendo quindi chirurgia, costi di degenza, farmaci vari, apparato medico e infermieristico, i soldi fagocitati dalle industrie per la ricerca, ecc.) è indubbiamente una delle patologie più costose, non solo in termini di vite umane, ma soprattutto dal punto di vista economico.

In Appendice del libro sono stati appositamente pubblicati, oltre una ventina di “bugiardini” di chemioterapici con i loro effetti collaterali devastanti (foglietti illustrativi), anche i costi ufficiali (dichiarati dalle rispettive case di produzione) dei più diffusi chemioterapici in circolazione, per rendersi conto di quello che è stato appena detto.
Un qualsiasi tumore trattato con chemio e radioterapia (ad esclusione della chirurgia i cui costi sono paragonabili a quelli della chemioterapia), costa al Sistema sanitario nazionale svariate centinaia di migliaia di euro.
Un solo paziente oncologico.

Sembra impossibile, ma è proprio così.
Una testimonianza esemplare è stata pubblicata dal settimanale “Gente” poco tempo fa.
Si tratta della vicenda di Gennaro De Stefano, un uomo normalissimo, che nel suo “Diario di un malato di cancro” ha provato a comporre la “lista della spesa” per la sua malattia.
Dopo aver consultato medici e fotocopiato le fustelle dei farmaci, ha messo insieme tutte queste informazioni.
Il suo calvario è iniziato con due interventi chirurgici (biopsia più operazione alla vescica) e una degenza di 22 giorni, per un totale di 30.000 euro[5]
Il primo ciclo di chemio è costato 9.000 euro e 1.500 euro spesi per ogni TAC effettuata[6] (ne ha fatte oltre 20).
«Un ciclo completo di cocktail chemioterapici partiva da alcune migliaia di euro per arrivare anche a 50 mila euro al mese per ogni paziente».[7]
«Durante la chemioterapia, che, com’è noto, fa abbassare i globuli bianchi e quelli rossi (tralasciando la quantità impressionante di medicinali di sostegno per lo stomaco, l’intestino, la fatica, la nausea, il vomito e via cantando), occorre sottoporsi a cure ormonali che aiutino la crescita dei globuli bianchi. Di solito si fanno tre o quattro iniezioni che costano una 1.500 euro, le altre 150 euro ognuna. Arriva poi l’Epo, l’ormone diventato famoso come doping dei ciclisti, che costa dai 500 ai 1.000 euro a iniezione. Di queste bombe ne avrò fatte, fino a oggi, una quarantina».[8]

Ha dovuto eseguire la radioterapia (6.000 euro); un nuovo intervento chirurgico per alcune metastasi (9.000 euro); di nuovo radioterapia, ecc.
Risultato: la Sanità pubblica ha pagato per il sig. De Gennaro, circa 200.000 euro.
Questo che avete appena letto, purtroppo, è l’iter seguito dalla stragrande maggioranza dei malati oncologici.
Moltiplicate questa cifra per il numero dei malati vecchi e nuovi, e capirete dal risultato che forse per qualcuno - e dico forse - non c’è convenienza nel trovare la soluzione definitiva ad una patologia che sviluppa centinaia di miliardi di euro ogni anno in Italia.
Ogni anno la “lobbies del cancro” - solamente con i nuovi ammalati (270.000 persone), e supponendo che tutti entrino nei percorsi terapeutici - movimenta una cifra superiore a 54.000.000.000 di euro.
Cinquantaquattro miliardi di euro ogni anno per un trattamento oncologico.

Se a questi ci aggiungiamo tutte le persone ammalate di cancro oggi in Italia (1 milione e 700 mila), che ripetono i trattamenti, che necessitano di trapianto di midollo, che muoiono nonostante, o per colpa delle terapie, ecc., tale cifra, come detto prima, raggiungerà i centinaia di miliardi di euro.
Pensate all’industria della morte, meglio nota come “imprese funebri”.
Ogni anno sono 162.000 le persone che muoiono per cancro in Italia (dati Istat).
I costi per un servizio funebre privato (pagato dalle famiglie) vanno da un minimo di 2.155 euro (Roma) a un massimo di 3.575 euro (Milano)[9] a persona. Facendo una media più che ragionevole di 3000 euro…il ‘lutto per cancro’ (funerale, epigrafi, fiori, trasporto, organizzazione) sottrae alla società 486.000.000 di euro. Tutti gli anni inesorabilmente.
Pensate nel mondo intero…

Ecco cosa riporta il “bugiardino” (pubblicato assieme agli altri in appendice) di uno dei più usati chemioterapici: la Doxorubicina della Ebewe Italia Srl
DOXORUBICINA

Multinazionale: Ebewe Italia srl
Principio attivo: Doxorubicina
Concentrato per soluzione iniettabile per infusione
Categoria terapeutica: Antracicline

Effetti controindicati:
- Gravi aritmie acute sono state descritte durante o poche ore dopo la somministrazione;
- Una mielosoppressione grave può provocare insorgenza di emorragia e superinfezioni, e costituisce una indicazione alla riduzione o alla sospensione della Doxorubicina;
- Esiste un rischio accertato di sviluppo di cardiomiopatia indotta dalle antracicline e dipendente dalla dose cumulativa;
- Il rischio di insufficienza cardiaca nei pazienti neoplastici trattati con Doxorubicina persiste per tutta la vita;
- Può potenziare la tossicità della radioterapia e di altre terapie anti-neoplastiche;
- Neoplasie benigne e maligne;
- Il verificarsi di una leucemia mieloide acuta secondaria;
- Il danno del tratto gastrointestinale può indurre ad ulcera, emorragia e perforazione;
- La Doxorubicina è altamente irritante e lo stravaso nella sede dell’infusione può provocare dolore locale, irritazione, infiammazione, tromboflebiti, che possono causare un’ulcera grave e necrosi della cute.

SMALTIMENTO: Il personale che manipola la Doxorubicina deve indossare indumenti protettivi: occhiali, camici, maschere e guanti monouso. Tutti gli articoli usati per la somministrazione e la pulizia, inclusi i guanti, dovranno essere posti in appositi sacchi per rifiuti ad alto rischio, per l’incenerimento ad alte temperature.

Le fuoriuscite o le perdite di soluzione devono essere trattate con ipoclorito di sodio diluito che preferibilmente va lasciato agire per tutta la notte e a cui va fatto seguire un risciacquo con acqua.


[1] “Inchiesta sui servizi e nelle opzioni di trattamento di persone con cancro”, prodotta dal Cancer Information & Support Society, del St Leonards di Sydney. www.aph.gov.au/Senate/committee/clac_ctte/completed_inquiries/2004-07/cancer/submissions/sub15.pdf. Parliament of Australia , www.aph.gov.au
[2] Idem
[3] “La prima giornata del malato cancro”, Francesco De Lorenzo TGCom
[4] SEER – Cancer statistics review 1975-2005
[5] “Vi sono costato 200 mila euro”, Gennaro De Stefano, “Gente”
[6] Idem
[7] Idem
[8] Idem
[9] “Vivere o morire…Cosa costa di più?” - Help Consumatori www.helpconsumatori.it/data/docs/dossier_funerali.pdf
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17 aprile 2009

Parmigiano Reggiano e OGM.Greenpeace denuncia il fatto



Il Parmigiano Reggiano è uno dei simboli dell'italianità, della gastronomia, della cultura italiana. Un prodotto così importante ci fa dormire sonni tranquilli rispetto alla cura con cui viene prodotto. Forse no.

Greenpeace denuncia attraverso il loro sito e un video molto divertente l'utilizzo da parte del consorzio di soia OGM. La qualità del prodotto in questo caso e la tranquillità nel mangiarlo potrebbero essere a rischio. Perché non viene riportato nell'etichetta che il prodotto anche se indirettamente contiene OGM? L'allevamento del bestiame da cui si ricava carne e latte è essenziale per stabilire la qualità dei prodotti che poi finiscono in tavola.
Ma possibile che non si può mai essere tranquilli su nulla?
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1 aprile 2009

Berlusconi si dimette per andare in Cina?


Riporto delle voci circolanti in Cina che riguardano Silvio Berlusconi e la crisi economica cinese.

Qui in Cina si parla della possibilità, tenuta ancora segreta, che Berlusconi si dimetta dalla vita politica in Italia per accettare una ultramiliardaria offerta d'affari proposta dall'elite del partito comunista Cinese. Il giro d'affari da capogiro prevede che Berlusconi prenda il timone di alcune aziende cardine dell'economia cinese e quindi mondiale. Per lui si parlerebbe di ricavi quadrupli rispetto a quelli delle sue aziende. Questa misura servirebbe a dare una grossa spinta al paese asiatico per uscire dalla crisi, e permetterebbe allo stesso di avere una rinnovata immagine sul palcoscenico mondiale.

Hu Jintao ha infatti ammesso che avere un "ex" premier europeo, per di più tanto astuto e brillante come Berlusconi, alla guida della ripresa economica cinese, vorrebbe dire dare al mondo il segno che la Cina vuole guidare il mondo fuori dalla crisi e assumere il timone dell'economia del futuro.

I servizi segreti americani sembrano essere venuti al corrente della notizia e pare che la contromisura pensata dall'amministrazione Obama sia quella di chiudere tutti i McDonald's della Cina (e sono tanti). Benché sembri una contromisura da poco, essa è invece strategica, perché i McDonald's sono il simbolo ed il fulcro dell'occidentalizzazione Cinese. Senza di essi il paese ricadrebbe in un clima confusionario che rischia di destabilizzare addirittura il Partito Comunista.

In altre parole, la Cina si trova ora davanti alla delicata scelta fra Berlusconi e i McDonald's.

Meglio Berlusconi come Presidente del Consiglio in Italia o a capo delle aziende cinesi che dominano l'economia mondiale?

Per quelli che pensavano che la storia con la seconda guerra mondiale avesse già dato il suo peggio, il futuro riserva nuovi inquietanti scenari.

Vedremo come andrà a finire.

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16 marzo 2009

Spesa quotidiana sostenibile. Dieci suggerimenti utili


La Rete delle donne per la sicurezza alimentare e la salvaguardia della biodiversità ha presentato un decalogo dedicato alla "Spesa quotidiana sostenibile", ovvero dieci suggerimenti, dalle donne per le donne, per la spesa quotidiana contro la crisi, per un consumo sostenibile e una corretta alimentazione.

Se ogni volta che facciamo la spesa orientiamo comportamenti e scelte secondo i consigli della Rete delle donne e riflettiamo sui gesti che compiamo, possiamo risparmiare, inquinare meno e aiutare gli agricoltori che producono con metodi rispettosi dell'ambiente e della salute.

Le 10 regole sono:

- preferire prodotti del territorio, provenienti da razze e varietà locali;

- acquistare direttamente dal produttore ogni volta che si può;

-preferire prodotti ottenuti con metodi rispettosi dell'ambiente e della salute;

- valutare bene il rapporto qualità-prezzo: non sempre quel che costa meno è la scelta migliore;

- scegliere prodotti di stagione;

- recuperare le tradizioni culinarie, utilizzando anche gli avanzi, i tagli di carne e le specie ittiche minori;

- bere l'acqua di casa;

- evitare cibi confezionati e privilegiare l'acquisto sfuso;

- comprare poco, comprare spesso secondo le reali necessità;

- recuperare il valore del cibo, ricchezza da condividere con famiglia e amici.

Buon appetito!


Fonte: http://it.greenplanet.net/index.php?option=com_content&view=article&id=23508
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11 marzo 2009

Fa' la cosa giusta! Fiera del consumo critico

a Milano presso la fieramilanocity, dal 13 al 15 marzo, si svolgerà Fa' la cosa giusta!, la Fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili.
sul sito dedicato all'evento potete trovare il programma degli incontri, le informazioni utili per raggiungere la Fiera, le indicazioni sulla natura e l'organizzazione della Fiera stessa, le aree tematiche e l'elenco degli espositori. molto interessante anche l'elenco dei media partner, degli sponsor e di tutti gli enti che partecipano alla realizzazione della Fiera, a cominciare dagli organizzatori di Terre di mezzo Onlus.
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9 marzo 2009

Ovopedia. La riscrittura della storia è finita?



Ovopedia dichiara fallimento. Cinque milioni di euro di perdite per Ovo srl (47% controllata dal gruppo Berlusconi, 53% dalla Nova Fronda di Andrea Pezzi). Lo scopo di Ovopedia era creare un’immensa enciclopedia multimediale da diffondere attraverso web, digitale terrestre, tv, podcast per cellulare.
Un mastodontico progetto di ri-narrare la storia attraverso un quadro storico-interpretativo non molto chiaro, che poneva enormi interrogativi.

La storia è al sicuro? La crisi economica ci ha salvati dall'ennesima follia berlusconiana? La storia di basso profilo proposta da Pezzi è un capitolo chiuso o dobbiamo ancora temere altre proposte analoghe?

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5 marzo 2009

La vita e il denaro. Pensieri dallo Zibaldone



   L'amor della vita cresce quasi come l'amor del danaio, e, com'esso, cresce in proporzione che dovrebbe scemare. Perciocché i giovani disprezzano e prodigano la vita loro, ch'è pur dolce, e di cui molto avanza loro; e non temono la morte: e i vecchi la temono sommamente, e sono gelosissimi della propria vita, ch'è miserabilissima, e che ad ogni modo poco hanno a poter conservare. E così il giovane scialacqua il suo, come s'egli avesse a morire fra pochi dì, e il vecchio accumula e conserva e risparmia come s'avesse a provvedere a una lunghissima vita che gli restasse.

G. Leopardi, Zibaldone, 24 Ottob. 1822
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3 marzo 2009

Gioacchino Genchi. La sottile linea mafiosa italiana



Riporto questo video comparso sul blog di Beppe Grillo.
Giocchino Genchi ha collaborato come tecnico con diverse procure.
Si è occupato di mafia, corruzione, malaffare.
Ora è lui stesso indagato.

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Privatizzazione dell'acqua. Il governo Berlusconi approva la legge



Il Parlamento ha votato l'articolo 23bis del decreto legge 112 del ministro Tremonti, che stabilisce la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell'economia, diventando di fatto una terra di conquista per le multinazionali delle bollicine.

Così il governo Berlusconi ha sancito che in Italia l'acqua non sarà più un bene pubblico ma una merce, e quindi sarà gestita da multinazionali (le stesse che possiedono l'acqua minerale).
Già a Latina la Veolia (multinazionale che gestisce l'acqua locale) ha deciso di aumentare le bollette del 300%. Ai consumatori che protestano, Veolia manda le sue squadre di vigilantes armati e carabinieri per staccare i contatori. La privatizzazione dell'acqua che sta avvenendo a livello mondiale provocherà, nei prossimi anni, milioni di morti per sete nei paesi più poveri.

L'acqua che sgorga dalla terra non è una merce, è un diritto fondamentale umano e nessuno può appropriarsene per trarne illecito profitto. L'acqua è l'oro bianco per cui si combatteranno le prossime guerre.

Padre Alex Zanotelli è in prima linea contro la privatizzazione dell'acqua in Campania.

Non lasciamolo solo.

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1 marzo 2009

Cars. Pallottole a Salve



Un video tratto da Trafic di Jacques Tati.
Macchine in movimento!

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28 febbraio 2009

Berlusconi rappresenta gli Italiani?


Silvio Berlusconi rappresenta gli italiani o gli italiani sono stati formati sullo modello berlusconiano?
Notizia recente l'ennesima volgarità maschilista prodotta ad hoc dallo staff del premier per distrarre dali'oggetto reale della discussione intercorsa tra Berlusconi e Sarkozy. L'"oggetto" del contendere le donne, nello specifico la donna del premier francese.
Berlusconi solitamente tratta le donne come semplici oggetti sessuali, calpesta sistematicamente la dignità femminile e viene apprezzato dalla società sessista italiana che in fondo vorrebbe essere un po' come lui: gli uomini per le donne che gli ronzano intorno e le donne per farsi mantenere.
Chi non ricorda la sua dichiarazione in cui consigliava alle donne italiane di sistemarsi con giovani ben posizionati per vivere nell'assoluto parassitismo economico?
Un personaggio politico che riveste una carica così importante, non potrebbe con tanta leggerezza fare certe affermazioni. In Italia è possibile perché la stragrande maggioranza dei giornalisti e dei media in genere è sotto la sua ala e il suo controllo e perché orami siamo talmente assuefatti al malcostume che non siamo più in grado di riconoscere una moralità, una dignità, un senso di responsabilità e una misura del limite. In Francia ancora c'è qualche barlume di criticità e hanno ripreso e ridicolizzato prima Berlusconi per la sua inconfondibile volgarità e poi indirettamente l'italianità è stata associata alla sua ingombrante e onnipresente figura. Ma come è possibile tutto ciò?





Il genio manipolatorio berlusconiano non inizia nel 1994 quando per necessarie ragioni (fallimento-carcere) Silvio è "dovuto" scendere in campo. Se al posto di campo di utilizza la parola orto, il senso della frase assume una significazione più reale: Berlusconi è sceso nel suo orto per difenderlo, custodirlo (interessi particolari e non collettivi) e ampliarlo (mettendo in conto allo Stato italiano).
Ma prima di poter tranquillamente fare tutto ciò ha preparato il terreno, lo ha concimato per bene con i peggiori letami e si è adoperato affinché un orto si trasformasse in un artificiale giardino (magari di cactus).
L'operazione più importante imputabile al medio-man Silvio è stata quella di trasformare la cultura in spettacolo (di bassa lega) riducendo gli interessi degli italiani al calcio, alle donne oggetto, al disimpegno, all'illegalità furba, al narcisismo sfrenato e alla volgarità spinta. Il "Drive in" programma andato in onda a partire dal 19983 è un riferimento culturale impresso nella mente di tutti gli italiani. Silvio ci ha scolarizzato una seconda volta, attraverso un mezzo molto più penetrante e convincente degli insegnanti. Tutto condito con colori, suoni, balletti e tanto divertimento.
Silvio conosce bene la società dello spettacolo e ci sguazza dentro.

Questo sistema di controllo, di filtro, di censura, di realtà fittizia può entrare in crisi. Le masse di disoccupati e cassa-integrati aumentano costantemente.
Sarà la crisi economica mondiale a salvare l'Italia risvegliando noi tutti, riallacciandoci alle esigenze essenziali?
Forse dove non arriva la controinformazione (che va comunque verificata) arriva la pancia, ma questa volta non nel senso dell'appetito sessuale stimolato dalle vallette, ma la fame vera dovuta all'indigenza della classe media che è stata letteralmente massacrata dalle politiche degli ultimi vent'anni.

Silvio può continuare per il momento a fare battute discriminatorie e di bassa lega sulle donne, ma forse anche per lui arriverà un momento nel quale non riderà più tanto, in cui sarà chiamato a rendere conto delle illusioni che ci ha propinato con i suoi spot e che non riescono più tanto a convincere le masse.

E le donne cosa ne pensano del nostro Premier?



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26 febbraio 2009

Nucleare. Ieri, oggi, domani

I video che ho inserito sono particolarmente forti.
Riguardano le persone che hanno subito le conseguenze peggiori del nucleare.
Non si intende demonizzare la scienza, la ricerca sull'atomo e l'energia nucleare.
L'intento di questo post è sensibilizzare e responsabilizzare le scelte di una collettività.
La decisione sull'adottare il nucleare è una scelta complessa e necessita di assoluto senso di responsabilità.

Il nucleare implica anche enormi problemi.
Nessuno è in grado di azzerare i rischi di incidenti negli impianti nucleari. Motivo per cui nessuna compagnia assicurativa del mondo assicura una centrale nucleare.
Un rischio seppur ridotto è sempre da tenere in considerazione anche negli impianti di ultima generazione.

Possibile che non ci sia altro modo per produrre energia e soprattutto è veramente irrinunciabile la quantità di energia che utilizziamo e spesso dilapidiamo con il nostro stile di vita?





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25 febbraio 2009

Nucleare. Follia berlusconiana



8-9 novembre 1987.

Referendum abrogativo sul nucleare. L'Italia dice no alle centrali già costruite a seguito dell'evento catastrofico di Chernobyl.

Io sono contro il nucleare. Senza timori è possibile dimostrare l'inutilità oggi del nucleare. Nessuno costruisce più centrali nucleari nel mondo. L'Italia insieme alla Francia progettano nuove centrali. Follia pura.

I motivi sono molteplici e spero che tutti facciano uno sforzo per documentarsi un po'. Vorrei solo elencare alcuni punti che mi sembrano rilevanti e fonte di sana discussione - anche se l'aria che si respira in Italia è sempre meno dialogica e sempre più decisionista:

- il nucleare è costosissimo;
- per costruire una centrale ci vogliono almeno 10 anni;
- il combustibile per le centrali nucleari è esauribile come le fonti fossili;
- gli scarti del nucleare sono residui radioattivi con periodo di decadimento millenario;
- con la tecnologia attuale non esiste un metodo di stoccaggio assolutamente sicuro delle scorie;
- per quanto la tecnologia sia progredita gli incidenti nelle centrali accadono con una regolarità statistica evidente (in Francia lo scorso anno almeno tre incidenti);
- i costi del nucleare vengono ammortizzati solo se contribuisce lo Stato, il bilancio energetico tra costo ed energia è altrimenti sempre passivo;
- l'interesse nel nucleare non dipende dalla redditività energetica, con il nucleare si sopperisce al 20% dell'energia globale - la stessa energia viene ricavata dall'idroelettrico;
- investire ingenti capitali sul nucleare rallenta e blocca la ricerca sulle rinnovabili;
- il vero guadagno nel nucleare ricade esclusivamente su chi lo costruisce e sulle sovvenzioni che gli Stati concedono a queste lobby;
- l'unico che ha fatto delle ricerche innovative sul nucleare negli ultimi anni è Rubbia che non usa l'uranio come combustibile;
- la decisione e la destinazione dei fondi energetici dei prossimi dieci anni non può essere presa senza una consultazione popolare, Berlusconi non è ancora il proprietario dell'Italia;
- se per chiudere le centrali è stato necessario un referendum perché per riaprirle basta l'intenzione di un singolo, assolutamente inadatto e non competente sull'argomento?
- il sole è la sola fonte di energia, pulita, economica e alla portata di tutti, perché non investiamo su quella?

Questi sono solo alcuni spunti di riflessioni. Ognuno deve iniziare a prendere coscienza della realtà che lo circonda e interessarsi delle scelte che degli affaristi prendono in relazione al bene personale, trascurando selvaggiamente il bene comune.

Il nucleare pulito è una balla. Il nucleare sicuro è una balla. Il nucleare conveniente è una balla. Il nucleare efficiente è una balla. Il nucleare di ultima generazione forse non è una balla, nel senso che dopo l'era atomica forse l'umanità si ritroverà con una montagna di guai.
No al nucleare. Informatevi!

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24 febbraio 2009

Silvio Berlusconi. Un video racconta la sua storia


Questo video-inchiesta realizzato negli Stati Uniti descrive l'ascesa di un personaggio molto controverso e influente sulla società italiana.
Silvio Berlusconi è un caso tutto italiano, non potrebbe esistere legalmente in nessun altro Paese del mondo.

Stiamo andando verso i peggiori ricorsi della nostra storia.
Buona visione.

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22 febbraio 2009

Cibo e lavoro. Pallottole a Salve



Mangiare sul posto di lavoro?
Ecco una soluzione, comoda e rapida.

Tratto dal film di Charlie Chaplin "Tempi moderni" del 1936.
Buona visione Segue...