
italiani (quelli di Torre Annunziata) o stranieri (quelli di Ponte Galera): non fa alcuna differenza.
i fatti i questi ultimi giorni, le violenze assurde e fanatiche, vomitevoli e dolorosissime, mi portano a dire - con la pancia, più che con la testa - che preferirei morire piuttosto che vivere un inferno del genere.
la condanna di questi reati dovrebbe essere unanime e immediata. soprattutto da parte degli uomini che violenti non sono e che vivono accanto a noi, nelle nostre case, nelle nostre giornate.
quello che mi ripeto RAZIONALMENTE, cercando di far passare il mal di stomaco e altri dolori fisici provocati dal pensiero delle due coppie aggredite è che NON SI PUO' VIVERE NELLA PAURA.
ma è comunque difficile vivere in uno stato di pericolo costante.
c'è evidentemente qualcosa che non va se non si ha diritto di fare campeggio o di stare su una spiaggia durante le vacanze.
la sicurezza non è di destra e non è di sinistra. la sicurezza è un diritto. questo diritto DEVE valere anche per le bambine rom che diventano madri a 12 anni, per le donne violentate dentro casa, per i ragazzi di 16 anni che si vedono derubare e massacrare, per gli anziani e persino per i preti.
però, se la sicurezza è un diritto, non dimentichiamoci che la solidarietà è un dovere. anche perché la disperazione è invece una punizione che paghiamo tutti.
di fronte alle tragedie ognuno ricorre al proprio dio.
questo è il mio: la nostra costituzione, articolo 2:
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
eli
Segue...